Termini e condizioni contrattuali

I principi fondamentali della vendita on line

Dopo la modifica apportata dal D.Lgs. 21/2014 (in vigore dal 13 giugno 2014), si ritiene che, per quanto specificamente riguarda la tutela dei consumatori nella vendita on line, la relativa disciplina sia sostanzialmente racchiusa nel c.d. “Codice del Consumo” (D.Lgs. 206/2005) e precisamente nelle norme che regolamentano la vendita a distanza (vendita a distanza). Non si deve peraltro dimenticare che lo stesso art. 68 del Codice del Consumo contiene un’importante norma, la quale rinvia – per quanto non ivi disciplinato – ad un’altra normativa, ossia al D. Lgs. 70/2003 relativo all’e-commerce.
Semplificando, si può affermare che i principi fondamentali della normativa sulla vendita on line sono sostanzialmente 4:

1) libertà;
2) non discriminazione degli strumenti telematici;
3) principio del Paese d’origine (Mercato Interno);

4) tutela del consumatore.

 

Il primo principio, di libertà, intende alludere al fatto che – almeno  tendenzialmente -tutti i beni/servizi possono essere oggetto di e-commerce (salvo alcune ovvie esclusioni, come quando si versa in materia di salute pubblica, ecc.).
Il secondo principio, di non discriminazione 
della contrattazione in via telematica, allude al fatto che chi apre un negozio on line non deve essere sottoposto a una disciplina più restrittiva di chi apre un negozio fisico: non sono pertanto richieste autorizzazioni diverse da quelle dei negozi fisici.
Poiché le vendite su Internet non sono per natura limitate a un singolo Paese, ma possono teoricamente interessare compratori situati in Stati diversi da quelli del venditore, cosa accade in caso di contenzioso? A tal proposito, è importante ricordare il principio del Paese d’origine (Mercato Interno): secondo tale principio, nell’e-commerce tendenzialmente la vendita è regolata dalla legge dello Stato ove si trova il domicilio/sede del venditore. Va subito evidenziato che questo terzo principio del Paese d’origine (Mercato Interno) si applica nelle vendite a non-consumatori (cd. B2B). Ad esempio, in caso di contenzioso fra un venditore tedesco e un impresa italiana che acquista un prodotto on line dal sito web dello stesso venditore, si applicherà la legge tedesca.
Nel caso di vendite effettuate ad acquirenti non professionali (i consumatori), il principio del Paese d’origine (Mercato Interno) è destinato a cedere il passo al quarto principio della tutela del consumatore. In forza di tale principio, nel caso di vendite ad acquirenti consumatori (cd.B2C), si applicano inderogabilmente alcune norme della legge dello Stato del domicilio del consumatore che prevedono precise obbligazioni in capo al venditore: questo perché si presume che il consumatore conosca meglio le normative di casa propria e si aspetti un certo genere di tutela. A tal proposito, l’art. 66-ter del D.Lgs. 206/2005 così come recentemente modificato specifica a chiare lettere che se il diritto applicabile al contratto è quello di uno Stato membro dell'Unione europea, i consumatori residenti in Italia non possono rinunciare ai diritti conferiti loro dal Codice del Consumo: tale disciplina è imperativa. Tornando al nostro esempio, in caso di contenzioso fra un venditore tedesco e un consumatore italiano che acquista un prodotto on line dal sito web dello stesso venditore, si applicheranno alcune norme inderogabili della legge italiana a protezione del consumatore. 

Quali obblighi prevede la legge italiana in capo a chi invia comunicazioni telematiche a scopo commerciale?Torna su

Nel caso dell’e-commerce, gli obblighi che la legge italiana (D. Lgs. 70/2003 e, per quanto riguarda specificamente gli acquirenti consumatori, Codice del Consumo) pone in capo al venditore sono essenzialmente obblighi informativi.
In via generale, si ricorda che la normativa prevede l’obbligo di dare un certo numero di informazioni sin dal primo invio di comunicazioni telematiche ai potenziali clienti. Tali comunicazioni possono essere inviate via email, sms, mms, newsgroup, chatline, mailing list, ecc.
Il venditore deve specificare:

·         che si tratta di comunicazione commerciale;

·         chi è il mittente;

·         che si tratta di un'offerta promozionale e le relative condizioni di accesso;

·         che si tratta di concorsi o giochi promozionali e le relative condizioni di partecipazione.